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“Cibo ad Arte”
           il viaggio del Parmigiano








        Virginia Barilli


        Nel Libro della Genesi (vv. 37-48) il sogno del-
        le  sette  vacche grasse  e  delle  sette  vacche
        magre mostra come il susseguirsi di periodi
        di carestia e di abbondanza sia una costan-
        te  nella  storia  dell’uomo.  Gianbattista  Vico
        (1688-1744), con i suoi corsi e ricorsi storici,
        ha  interpretato  questo  ritmo  di  pienezza  e
        privazione come legge universale dell’uma-
        nità, spiegando come questa perpetua alter-
        nanza sia una partita di gioco con la Provvi-
        denza.














                                            Il Paese di Cuccagna descritto da Boccaccio in una stampa del XVII secolo (Fontevivo, Museo del
                                            Parmigiano Reggiano).


                                            migiano grattugiato, sopra la quale stavan
                                            genti che niuna altra cosa fecevan, che fare
                                            maccheroni, e raviuoli, e cuocergli in brodo di
                                            capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più
                                            ne pigliava, più se n’aveva […].
                                            Il Paese di Bengodi, nato come burla ai danni
                                            di Calandrino, è la prima fonte letteraria che
                                            cita  il  Parmigiano  Reggiano,  diventando  la
                                            prima pubblicità di questa eccellenza gastro-
                                            nomica: la diffusione del Decameron in Italia
                                            e in Europa andava di pari passo con quella
                                            del formaggio.
        Annibale Carracci (1560-1609), venditore   Il  Parmigiano,  prodotto  nelle  abbazie  par-
        di Parmigiano, incisione all’acquaforte, 1646   mensi  dal  XIV  secolo,  era  di  dimensioni  ri-
        (Fontevivo, Museo del Parmigiano Reggiano).  dotte (circa 13 chili, rispetto ai 40 odierni) ma
                                            possedeva  già  allora  la  caratteristica  forma
                                            a  ruota,  assumendo  tutte  le  caratteristiche
        Per sopperire alla fame, la fantasia popolare   ideali per essere esportato con facilità. Nato
        ha immaginato un mondo di inesauribile ric-  per viaggiare, al pari di un prezioso baule, le
        chezza, dove “rifocillarsi” l’anima nei momen-  fonti indicano che nel 1351 era arrivato a Bo-
        ti di carestia: il Paese di cuccagna, un mondo   logna e nel 1371 a Bra, mentre nel 1389 partì
        saturo di cibi e piaceri, così sovraccarico di   da Pisa alla volta di Francia, Spagna e Africa
        pietanze  che  il  cibo  stesso  diventa  materia   del Nord.
        da costruzione: montagne di formaggio, fiu-  Tra  i  più  grandi  amatori  del  Parmigiano  vi
        mi di vino, case di dolciumi. E nel Decameron,   erano gli inglesi e, tra questi, Samuel Pepys
        più  precisamente  nella  III  novella  dell’VIII   (1633-1703), politico e scrittore, rischiò addi-
        giornata, decantata da Elissa, compare pro-  rittura la sua vita per portare in salvo il pre-
        prio una montagna di Parmigiano, il formag-  giato formaggio. Nei suoi diari si legge, infat-  Robert White, Ritratto di Samuel Pepys (1633-
        gio per eccellenza:                 ti, un episodio curioso che lega il Parmigiano   1703) dal dipinto di Godfrey Kneller, incisione,
        […] Et eravi una montagna di formaggio Par-  a  un  evento  drammatico  della  storia  euro-  1689 (Collezione privata).




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